Capitolo

6

Il Rinascimento

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Baldassarre Castiglione

(nota al capitolo 6, paragrafo 1)

Discendente di nobile famiglia e di squisita cultura umanistica, BALDASSARRE CASTIGLIONE fu cortigiano conteso dalle più importanti corti d'Italia e utilizzato come diplomatico dai Signori che lo ebbero al loro servizio.
Definito da Carlo V «uno dei migliori cavalieri del mondo», amico di letterati ed artisti (Raffaello gli fece un famoso ritratto), visse la sua stagione più felice alla corte di Urbino, mentre fu aspramente criticato per il suo «candido ottimismo» quando, nunzio apostolico in Spagna, non seppe evitare il sacco di Roma del 1527.
La sua opera principale, il Cortegiano — scritta in uno stile armonioso e architettonicamente costruito secondo il modello classico e boccaccesco — risente della consumata esperienza cortigiana dell'autore e risponde alla inclinazione rinascimentale verso le opere precettistiche e la elaborazione di modelli ideali.
Oltre ad un epistolario, Castiglione scrisse anche, sempre per il pubblico delle corti, versi in latino e in volgare, l'egloga pastorale Tirsi e il prologo alla Calandria del Bibbiena.

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