Capitolo

6

Il Rinascimento

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Giovanni Della Casa

(nota al capitolo 6, paragrafo 1)

Dopo una giovinezza dedita agli studi umanistici e ai piaceri mondani e contrassegnata dalla composizione di amorosi capitoli berneschi e di un arguto trattatello sul tema satirico-misogino (Quaestio lepidissima an uxor sit ducenda), GIOVANNI DELLA CASA intraprese la carriera ecclesiastica non tanto per vocazione quanto per garantirsi prestigio e sicurezza economica.
Nominato da Paolo III nunzio pontificio a Venezia, con l'incarico di indurre la Repubblica ad aderire all'alleanza antispagnola e di introdurre nel Veneto l'Inquisizione, dispiegò tutta la sua abilità diplomatica e fu inflessibile nel perseguire eretici e protestanti (a questo periodo risalgono il Trattato degli uffici comuni e una Disputatio contro Pier Paolo Vergerio accusato di «eretica pravità»).
Ottenne autorevoli incarichi anche dopo la morte di Paolo III, ma non riuscì mai ad ottenere la dignità cardinalizia cui aspirava: in questi anni compose il Galateo (il cui titolo deriva dal nome latinizzato di Galeazzo Fiorimonte, vescovo di Sessa e ispiratore dell'opera) e molte Rime.

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