Capitolo

5

L'età dell'umanesimo

Puoi sostenere il FONDO ANTONIO PIROMALLI onlus
e questo sito mediante il
CINQUE x MILLE:
Nel Modello UNICO, o nel 730, o nel CUD, puoi
METTERE LA TUA FIRMA nel riquadro dove c'è scritto
"Sostegno alle organizzazioni non lucrative di utilità sociale",
e SCRIVERE il codice fiscale
97529520583

Ricerca


Elenca le ricorrenze per paragrafo della parola ricercata
Elenca tutte le ricorrenze della parola ricercata


Note a questo paragrafo:





più grande normale più piccolo
Versione stampabile di questo paragrafo
(completa di note)


Domenico Di Giovanni

(nota al capitolo 5, paragrafo 2)

Barbiere fiorentino che ebbe bottega in via Calimala (la sua bottega fu frequentato ritrovo di letterati e artisti), iniziatore del genere letterario dei sonetti «alla burchia», DOMENICO DI GIOVANNI, detto Burchiello, visse una vita sregolata e randagia: sostenitore degli Albizzi, fu costretto ad andate in esilio al ritorno in Firenze di Cosimo il Vecchio e si trasferì dapprima a Siena (dove subì tre condanne pecuniarie, mutate in alcuni mesi di carcere per la sua insolvenza), poi a Roma.
Le sue poesie — gli sono attribuiti più di duecento sonetti, quasi tutti caudati — sono state variamente interpretate dai critici che le hanno considerate ora come espressione di fresca genialità popolare, ora come pervase da una vena di malinconica bizzarria derivante dalle sue dolorose esperienze di vita, ora come essenzialmente intellettualistiche e animate da una sapiente gradazione di toni.

Torna al testo del paragrafo
Versione stampabile di questo paragrafo
(completa di note)