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PREMIO ANTONIO PIROMALLI
2019
PER TESI DI LAUREA MAGISTRALE O DOTTORATO DI RICERCA

- CENTRO INTERNAZIONALE SCRITTORI DELLA CALABRIA
- FONDO ANTONIO PIROMALLI ONLUS

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Dino Compagni

(nota al capitolo , paragrafo 1)

Guelfo di parte bianca, DINO COMPAGNI partecipò attivamente alla vita politica della sua città e ricopri alte cariche pubbliche (più volte console dell'Arte della Seta, consigliere del Comune, gonfaloniere di giustizia, due volte priore).
In seguito ai drammatici avvenimenti del 1301 e al trionfo dei Neri, riuscì ad evitare l'esilio, ma fu estromesso dalla vita politica e visse fino alla morte appartato e solitario. Fra il 1310 e il 1312, negli anni del fiducioso risorgere delle speranze bianche e ghibelline per la discesa di Arrigo VII (da cui, come Dante, Dino aspettava la restaurazione dell'ordine «della giustizia), compose la Cronica che rievoca con forte partecipazione sentimentale e concitazione drammatica le vicende della città di Firenze dal 1280 al 1312.
La concezione politica di Compagni è apparsa piuttosto ingenua (l'ingenuità, come ha detto De Sanctis, chi cercava di trattare la pace «quando si convenia arrotare i ferri»), ma positivo è il giudizio sullo scrittore e sul fascino di queste pagine che scaturisce soprattutto dal contrasto tra la coscienza morale dell'autore e l'azione pratica spregiudicata e violenta dei suoi contemporanei.

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