Capitolo

19

Società e cultura nell'età giolittiana


PREMIO ANTONIO PIROMALLI
PER TESI DI LAUREA MAGISTRALE O DOTTORATO DI RICERCA

- CENTRO INTERNAZIONALE SCRITTORI DELLA CALABRIA
- FONDO ANTONIO PIROMALLI ONLUS

Scarica il bando completo


Puoi sostenere il FONDO ANTONIO PIROMALLI onlus
e questo sito mediante il
CINQUE x MILLE:
Nel Modello UNICO, o nel 730, o nel CUD, puoi
METTERE LA TUA FIRMA nel riquadro dove c'è scritto
"Sostegno alle organizzazioni non lucrative di utilità sociale",
e SCRIVERE il codice fiscale
97529520583

Ricerca


Elenca le ricorrenze per paragrafo della parola ricercata
Elenca tutte le ricorrenze della parola ricercata


Note a questo paragrafo:





più grande normale più piccolo
Versione stampabile di questo paragrafo
(completa di note)


Camillo Sbarbaro

(nota al capitolo 19, paragrafo 9)

Combattente nella prima guerra mondiale, amico di Campana e Montale, CAMILLO SBARBARO collaborò a varie riviste (fra cui la «Riviera ligure») e fu sensibile traduttore di classici greci e di scrittori francesi. Dopo la guerra visse a lungo a Genova dove si dedicò all'insegnamento del greco e alla raccolta di licheni (di cui fu un esperto).
Nella prima sua opera, Resine del 1911, si avvertono sopravvivenze naturalistiche e descrittive che si attenuano e scompaiono nelle poesie successive (Pianissimo, Rimanenze del 1955), in cui la tendenza all'analisi interiore, espressa in un linguaggio intenso ed essenziale, gli rivela la non-autenticità della vita e l'estraneità dell'uomo rispetto alle cose. Vicino all'ambiente vociano per la concentrazione vibrante degli scritti e la risentita forza morale, Sbarbaro sviluppò i motivi della solitudine, del rifugio tentato in direzione della natura e della memoria, della rappresentazione della vita vagabonda e dei malfamati quartieri della città (in cui si verifica l'inerte automaticità dell'esistenza).

Torna al testo del paragrafo
Versione stampabile di questo paragrafo
(completa di note)