Capitolo

16

Il classicismo illuministico e Giacomo Leopardi

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  • Pietro Giordani




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Pietro Giordani

(nota al capitolo 16, paragrafo 1)

Profondo conoscitore del latino e del greco, PIETRO GIORDANI fu condizionato nelle sue simpatie letterarie da pregiudizi retorici di stampo puristico che lo portarono, ad esempio, a dichiarare la sua ammirazione per i «grandi gesuiti» del Seicento (Segneri, Pallavicino e Bartoli) e ad accusare di barbarie e oscurità lo stile di autori quali Bruno, Vico e Campanella.
Ostile ai poeti estemporanei e convinto che la prosa italiana sarebbe risorta se si fosse ispirata al modello dello stile greco, aspirò a un ideale di perfetto scrittore e credette di vederlo realizzato nel giovane Leopardi («inveni hominem», dice in una lettera del 21 settembre 1817). Lottò per una scuola che concedesse spazio a studi più concreti (storia, scienze naturali, matematica, economia etc.) e scrisse molte opere, in genere di breve respiro o lasciate incompiute.

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