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PREMIO ANTONIO PIROMALLI
2019
PER TESI DI LAUREA MAGISTRALE O DOTTORATO DI RICERCA

- CENTRO INTERNAZIONALE SCRITTORI DELLA CALABRIA
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Carlo Porta

(nota al capitolo , paragrafo 1)

Appartata e priva di clamorose vicende esteriori fu la vita di CARLO PORTA la cui vigorosa personalità artistica, a lungo misconosciuta, ha ottenuto giusti riconoscimenti solo in questo secolo.
Di famiglia benestante, visse a Milano dove rivelò interessi per il teatro e ottenne quell'impiego alla pubblica amministrazione che, sotto governi diversi, conservò per quasi tutta la vita. Le sue idee politiche coincisero con quelle della borghesia progressista milanese (prima filofrancese, poi autonomista, infine, deluso degli Austriaci al cui ritorno era stato inizialmente favorevole, si avvicinò agli ideali del gruppo del «Conciliatore»), ma non gli procurarono noie con l'autorità (se non nel 1816 e per un'opera, la Prineide, che non era sua ma dell'amico Grossi).
La sua attività letteraria cominciò con versioni dialettali di opere famose (l'ode pariniana A Silvia, alcuni canti dell'Inferno), ma i componimenti cui è affidata la sua fama sono posteriori al 1812 e caratterizzati da una comicità che rivela risentita moralità (non programmaticamente affermata ma calata nel vivo delle situazioni) e umana simpatia per i diseredati.
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