Capitolo


PREMIO ANTONIO PIROMALLI
2019
PER TESI DI LAUREA MAGISTRALE O DOTTORATO DI RICERCA

- CENTRO INTERNAZIONALE SCRITTORI DELLA CALABRIA
- FONDO ANTONIO PIROMALLI ONLUS

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Vincenzo Padula

(nota al capitolo , paragrafo 1)

Considerato da De Sanctis tipico esponente del «romanticismo naturale» calabrese, studiato da Croce che ne sottolineò lo «strano miscuglio di vecchiumi da seminario e di ardimenti moderni», imposto all'attenzione della critica contemporanea dalla pubblicazione (1950) degli articoli sulle «persone in Calabria» curata da Carlo Muscetta, VINCENZO PADULA fu poeta e prosatore di notevole efficacia e originalità, animato da vigorosa coscienza morale e attento ai problemi della sua terra.
Di temperamento sensuale e immaginoso, avviato al sacerdozio dopo gli studi compiuti nei seminari di Bisignano e di S. Marco Argentano, frequentò l'ambiente napoletano e fu perseguitato dai «galantuomini» e dalla polizia borbonica per le sue idee liberali. Dopo l'unità fu a Firenze segretario del ministro della pubblica istruzione Cesare Correnti (1867) e insegnò nei licei di Cosenza, Napoli e (dal 1878, per due anni) all'Università di Parma.
Avverso al temporalismo pontificio e al Sillabo, svolse un'intensa attività giornalistica collaborando tra l'altro al «Calabrese» e fondando (1864) e dirigendo «Il Bruzio», presto soppresso forse per le minacce degli agrari a proposito della questione dell'usurpazione delle terre demaniali della Sila.

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