Capitolo

10

Società e letteratura nell'età barocca


PREMIO ANTONIO PIROMALLI
PER TESI DI LAUREA MAGISTRALE O DOTTORATO DI RICERCA

- CENTRO INTERNAZIONALE SCRITTORI DELLA CALABRIA
- FONDO ANTONIO PIROMALLI ONLUS

Scarica il bando completo


Puoi sostenere il FONDO ANTONIO PIROMALLI onlus
e questo sito mediante il
CINQUE x MILLE:
Nel Modello UNICO, o nel 730, o nel CUD, puoi
METTERE LA TUA FIRMA nel riquadro dove c'è scritto
"Sostegno alle organizzazioni non lucrative di utilità sociale",
e SCRIVERE il codice fiscale
97529520583

Ricerca


Elenca le ricorrenze per paragrafo della parola ricercata
Elenca tutte le ricorrenze della parola ricercata


Note a questo paragrafo:





più grande normale più piccolo
Versione stampabile di questo paragrafo
(completa di note)


Giambattista Marino

(nota al capitolo 10, paragrafo 3)

Dopo aver trascorso gli anni giovanili a Napoli, dedito agli amori e agli studi, e aver rivelato subito un carattere irrequieto e astioso, sempre disposto alle avventure e alle polemiche (farà più volte esperienza del carcere), GIAMBATTISTA MARINO si trasferì nel 1600 a Roma.
Animato dall'ansia di procurarsi, insieme con la fama, un'esistenza brillante e lussuosa, visse una vita vagabonda (Ravenna, Torino, Francia, Napoli) che, con la sua alternanza di splendori e disgrazie, onori e miserie, sembra porsi — è stato detto — come una simbolica proiezione di quella «meraviglia» che egli riconosceva alla base della sua poetica.
Esaltato nel Seicento e svalutato nei secoli successivi, Marino fu autore prolifico (ricordiamo fra gli scritti minori la Murtoleide — collana di sonetti denigratori contro Murtola —, La strage degli innocenti — di argomento religioso —, l'Anversa liberata — poema epico di ispirazione tassesca), e nelle sue opere espresse, con gusto di collezionista che si compiace di poetare su tutto il poetabile, il suo sensuale godimento di fronte alle rarità e raffinatezze della vita (anche tra le fonti letterarie — con le quali si propone di instaurare una sorta di gara poetica — dimostrò preferenze per quelle più rare e preziose).
Nella sua opera — che anche per questo è tipica espressione del barocco — l'attenzione è rivolta non all'interno dell'animo, a cogliere e rappresentare stati psicologici, ma è proiettata all'esterno, a fissare gesti e atteggiamenti esteriori.

Torna al testo del paragrafo
Versione stampabile di questo paragrafo
(completa di note)