Capitolo


PREMIO ANTONIO PIROMALLI
2019
PER TESI DI LAUREA MAGISTRALE O DOTTORATO DI RICERCA

- CENTRO INTERNAZIONALE SCRITTORI DELLA CALABRIA
- FONDO ANTONIO PIROMALLI ONLUS

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Giambattista Marino

(nota al capitolo , paragrafo 1)

Dopo aver trascorso gli anni giovanili a Napoli, dedito agli amori e agli studi, e aver rivelato subito un carattere irrequieto e astioso, sempre disposto alle avventure e alle polemiche (farà più volte esperienza del carcere), GIAMBATTISTA MARINO si trasferì nel 1600 a Roma.
Animato dall'ansia di procurarsi, insieme con la fama, un'esistenza brillante e lussuosa, visse una vita vagabonda (Ravenna, Torino, Francia, Napoli) che, con la sua alternanza di splendori e disgrazie, onori e miserie, sembra porsi — è stato detto — come una simbolica proiezione di quella «meraviglia» che egli riconosceva alla base della sua poetica.
Esaltato nel Seicento e svalutato nei secoli successivi, Marino fu autore prolifico (ricordiamo fra gli scritti minori la Murtoleide — collana di sonetti denigratori contro Murtola —, La strage degli innocenti — di argomento religioso —, l'Anversa liberata — poema epico di ispirazione tassesca), e nelle sue opere espresse, con gusto di collezionista che si compiace di poetare su tutto il poetabile, il suo sensuale godimento di fronte alle rarità e raffinatezze della vita (anche tra le fonti letterarie — con le quali si propone di instaurare una sorta di gara poetica — dimostrò preferenze per quelle più rare e preziose).
Nella sua opera — che anche per questo è tipica espressione del barocco — l'attenzione è rivolta non all'interno dell'animo, a cogliere e rappresentare stati psicologici, ma è proiettata all'esterno, a fissare gesti e atteggiamenti esteriori.

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