Capitolo

10

Società e letteratura nell'età barocca

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Giovanni Botero

(nota al capitolo 10, paragrafo 2)

Di carattere irrequieto e portato più all'analisi dei problemi particolari che alle vaste sintesi e alle grandi questioni teoriche, GIOVANNI BOTERO fu tipico esponente dell'età della Controriforma di cui incarnò lo spirito propenso ai compromessi e lacerato da contraddizioni.
Autore di scritti di vario genere (trattati ascetici, opere di erudizione, rime, prediche etc.), elaborò un pensiero politico che voleva contrapporsi alle concezioni di Machiavelli, dei tacitisti e dei laicisti francesi, ma che è caratterizzato dal contrasto tra l'esigenza morale e la pratica quotidiana dell'azione politica.
Per lui, infatti, il principe deve essere onesto, rispettoso della religione e curare l'incremento della Chiesa cattolica — che così sarà un utile mezzo di dominio al suo servizio —, ma all'occorrenza, siccome nel mondo «la forza prevale alla ragione», deve saper provvedere all'utile proprio e dei sudditi.

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